Blog Guerra e pace, ordine mondiale

La neutralità dell’Italia

Conferenza- dibattito con Bruno Scapini, ex-ambasciatore, in occasione del DDL NEUTRALITÀ dell'ITALIA, per la pace e contro la guerra. Garanzie di costituzionalità nell'adesione alle Organizzazioni Internazionali implicanti limitazioni di sovranità.

scarica la registrazione:

conferenza: https://odysee.com/20261010_Conferenza_Italia_neutrale:3

domande e risposte: https://odysee.com/20261010_Conferenza_Italia_neutrale-Discussione:1 

altre iniziative di pace:
- Meditazione Trascendentale -  Effetto Maharishi, con Gabriele Fancello
- Wir-Noi Manifesto per la pace in Europa, con Gerhard Tratter

conclusione: https://odysee.com/20261010_Conferenza_Italia_neutrale-Scapini_conclusione:3 

Conferenza data: sabato, 10 ottobre 2026, ore 18:00-20:00

luogo: Rothoblaas, via dell'Adige N. 2/1 , 39040 Cortaccia (BZ)

Organizzazione:     HabitVital,      Friedensblog

 

 

Con il gentile sostegno di:

WirNoi NO WAR! Manifesto per la pace in Europa

In Italia si sta formando un movimento di opposizione alla crescente militarizzazione dell’Europa. Un gruppo di persone impegnate si è riunito nel «Comitato Italia Neutrale» per chiedere un riorientamento radicale della politica estera e di sicurezza italiana: l’ancoraggio della neutralità permanente nella Costituzione.

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500011 
https://comitatoitalianeutrale.it/ 

Firma per l’iniziativa popolare: entro il 24 ottobre 2026 in tutti i Comuni nelle province di Bolzano e Trentino; entro il 10 novembre 2026 soltanto in formato digitale.

Descrizione iniziativa

La presente proposta di legge costituzionale intende rafforzare il precetto dell'art. 11 della Costituzione, elevando il ripudio della guerra da principio etico a vincolo giuridico cogente per l'azione internazionale della Repubblica.  L'intervento si articola su due direttrici fondamentali:
- Si integra la disciplina sulle limitazioni di sovranità: esse saranno legittime solo se conformi ai principi e ai diritti garantiti dalla Costituzione. Tale emendamento assicura che la partecipazione a organizzazioni internazionali non possa mai pregiudicare il nucleo essenziale delle garanzie costituzionali;
- Si introduce lo status di neutralità permanente rispetto a schieramenti o alleanze militari.
In un quadro globale caratterizzato da oltre 250 conflitti armati (non solo guerre fra Stati, ma crisi e conflittualità locali), tale scelta è preordinata a salvaguardare l'indipendenza e la sicurezza nazionali. La neutralità non inficia il diritto alla legittima difesa (ex art. 52 Cost.), ma qualifica l'Italia come attore di mediazione e cooperazione nel Mondo.  Giuridicamente, la proposta è compatibile con l'ordinamento dell'UE: gli artt. 31 e 42, par. 7, del TUE consentono infatti agli Stati membri di mantenere specifiche politiche di sicurezza e di astenersi da decisioni con implicazioni militari. L'obiettivo finale è restituire allo Stato piena sovranità nelle scelte di politica estera e di difesa, promuovendo attivamente la pace e la giustizia fra le Nazioni. 

Modifiche proposte dalla iniziativa di legge

ART. 11. (testo nuovo in rosso)

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati e in conformità ai principi e ai diritti garantiti dalla Costituzione, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. L’Italia, a salvaguardia della propria sovranità e indipendenza, assume lo status di neutralità permanente rispetto a schieramenti o alleanze militari con altri Paesi, senza pregiudizio del legittimo diritto alla difesa della Nazione.

Cosa significa concretamente neutralità?

Neutralità significa difendersi solo sul proprio territorio, non interferire nelle controversie di altri paesi, ma al contempo far sentire la propria voce per denunciare le violazioni del diritto internazionale.
Prof. Dr. iur. et phil. Alfred de Zayas, esperto di diritto internazionale ed ex funzionario delle Nazioni Unite: «Uno Stato neutrale non può permettersi di fare selezioni», «Non può denunciare le violazioni di una parte e tacere sui crimini dell’altra»
«... La neutralità non significa indifferenza nei confronti dei conflitti. Non significa lasciare che le guerre avvengano. In quanto neutrale, si ha sempre la possibilità di parlare con entrambe le parti e di influenzare gli Stati e il loro comportamento. Puntare a una soluzione pacifica. A tal fine è necessario condurre un dialogo imparziale. Non si tratta affatto di distogliere lo sguardo. Si tratta di offrire, dalla posizione di neutralità, un ruolo di mediatore per disinnescare i conflitti e dare così il massimo contributo alla pace.
Dalla Carta delle Nazioni Unite deriva il divieto di ricorso alla forza nel diritto internazionale, sancito dall’articolo 2(4). Non si tratta solo del divieto di ricorso alla forza militare, ma anche di altre forme di violenza, soprattutto attraverso blocchi economici illegali e misure coercitive, le cosiddette «sanzioni», che gli Stati Uniti e l’UE impongono in violazione del diritto internazionale.
Le sanzioni economiche sono senza dubbio armi di guerra. Il termine tecnico è «unilateral coercive measures» (UCM).10 Dobbiamo classificare tali misure coercitive come uso della forza. Sono illegali, come stabilito in numerose risoluzioni dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.11 Per questo motivo non possono essere né imposte né applicate. I cinesi hanno persino emanato leggi che vietano ai propri cittadini e alle proprie aziende di ottemperare alle sanzioni straniere o di attuarle in qualsiasi modo.12 In altre parole, lo Stato obbliga i cittadini a rifiutare le «sanzioni» extraterritoriali.
Le uniche sanzioni che devono essere rispettate sono quelle imposte dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. ...»
 (continua a leggere lat traduzione qui ... o l'originale in lingua tedesca qui...)

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