Libertà, democrazia, partecipazione

Referendum costituzionale sulla giustizia il 22 e 23 marzo 2026

Un articolo di opinione di Bernhard Oberrauch. Quali sono i fondamenti e le conclusioni della mia formazione dell'opinione?

In questo referendum costituzionale non è previsto alcun quorum, pertanto non vi sono appelli al boicottaggio del referendum. È così che vorrei che fosse ogni referendum: chi vota, decide. Purtroppo questo vale solo per i referendum costituzionali; mi piacerebbe che fosse così per ogni tipo di referendum, sarebbe un contributo a una maggiore democrazia vera.

Titolo: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare»
I seggi elettorali saranno aperti domenica 22 marzo dalle 7.00 alle 23.00 e lunedì 23 marzo dalle 7.00 alle 15.00.

Ho cercato di farmi un’opinione e ho ascoltato le diverse voci.
L'avvocato Marco Boscarol, l'avvocato Stefan Thurin e i sindacati sono a favore del «No»,
mentre l'avvocato penalista Andreas Tscholl, l'avvocato DDr. Renate Holzeisen e l'avvocato Alessandro Fusillo sono a favore del «Sì».
L'iniziativa per più democrazia ha tradotto un opuscolo informativo di «Più Democrazia Italia» [versione tedesca, versione originale italiana].
Su FF, Tageszeitung e STOL non ho trovato alcun dibattito di merito sul referendum sulla giustizia del 2026.

Alla fine mi hanno convinto le riflessioni dell’avv. DDr. Renate Holzeisen, dell’avv. Alessandro Fusillo (sì) e del giornalista Franco Fracassi (no), quindi voterò con il Si.

L'avv. DDr. Renate Holzeisen è a favore del SÌ a questo referendum: «… I giudici devono essere soggetti soltanto alla legge - in primis alla Costituzione (art. 101 Costituzione). Vediamo, invece, un enorme influenza della politica sulla magistratura.  È inaccettabile che solo magistrati appartenenti ad una „corrente” possano candidarsi ai ruoli apicali della Giustizia. Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) non è un “parlamento” che va eletto con un metodo „para-politico“ dai magistrati.
È un organo di autogoverno che deve essere il più possibile intangibile dalle logiche della politica. Dunque bisogna far sì che quantomeno la stragrande parte dei membri del CSM vengano scelti tramite il sorteggio. Ovviamente dovranno essere previsti dei requisiti obiettivi di professionalità (esperienza, merito nel vero senso della parola ecc.) per determinare il vasto gruppo di persone tra cui sorteggiare i membri del CSM, e che – dunque – saranno in maggioranza rispetto a quelli che vengono scelti dal Parlamento e dal Presidente della Repubblica. ...” (entrambe nomine chiaramente politiche).

Ho trovato ottime riflessioni nel dibattito «Referendum sì o no» (in lingua italiana); l’avvocato Alessandro Fusillo (sì) e il giornalista Franco Fracassi (no) sono tuttavia d’accordo sul fatto che i problemi della giustizia italiana con questo referendum non siano ancora risolti. Per Alessandro Fusillo, un “sì” rappresenta comunque un piccolo contributo significativo in tal senso, perché la selezione tramite sorteggio presso il Consiglio della Magistratura offre maggiori possibilità che vengano eletti anche candidati indipendenti, e non solo quelli voluti dal sistema politico. In “INGIUSTIZIA MANIFESTA” l’avvocato Alessandro Fusillo spiega in dettaglio come giunge a questa valutazione.

Negli ultimi 6 anni avrei desiderato ardentemente una giustizia più indipendente dalla politica; in tal senso, vedo questo referendum come un primo passo significativo e mi auguro che ne seguano altri.

Ps: ecco alcune indicazioni generali sullo svolgimento del referendum:
‘ Il risultato è valido qualunque sia l’affluenza.’

Votazione su un referendum costituzionale

Opuscolo informativo sui seggi elettorali accessibili per il referendum del 22-23 marzo 2026

Informazioni sintetiche relative al voto di categorie particolari quali ospiti di strutture di cura, elettori con disabilità, voto di persone con difficoltà motorie, voto di persone che necessitano di accompagnamento durante la votazione. [Comune di Naturno]

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